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26 novembre 2001

Intervista apparsa sul settimanale Qui

Massimo Montanari > Assessore Idem, l'amministrazione Comunale è intervenuta in modo rilevante in aiuto della Teodora, tirando le fila per la creazione di un pool di aziende sostenitrici e per avviare una serie di iniziative per recuperare risorse, come sarà il concerto di Raf in programma al Pala De Andrè. E' un'ennesima dimostrazione di sensibilità verso lo sport cittadino

Josefa Idem > Si tratta di un intervento straordinario di fronte alla rilevanza della società. Abbiamo cercato di sensibilizzare la città, attraverso una campagna abbonamenti, affinché si renda partecipe del salvataggio della Starfin Olimpia Teodora, unica società di alto livello rimasta sul nostro territorio, sperando di poterla in questo modo maggiormente legare a chi ha scritto la storia del volley portando il nome di Ravenna nel mondo.
Non dimentichiamo inoltre la portata sociale che raffigura sul territorio vista la dimensione di aggregazione giovanile dovuta alla ricchezza del suo vivaio.
Per quanto riguarda il concerto di Raf, voglio sottolineare che si tratta di una iniziativa portata avanti dalla Starfin stessa.

Massimo Montanari > Altre società potrebbero risentirsi e tornare alla carica

Josefa Idem > Ne siamo consapevoli ma ribadisco la straordinarietà della situazione. Il Comune non ha, tra i suoi compiti istituzionali, quello di procurare sponsor o finanziamenti allo sport, non può entrare nella gestione diretta di una società. Saremo sempre vicini alle società, ma con altri tipi di intervento.In quel senso credo che bisognerebbe proporre degli interventi per quanto riguarda la formazione dei dirigenti.
Non è che l'imprenditoria ravennate non investe in eventi. Investe tanto per esempio in Ravenna Festival, perché crede di poter fare un ragionamento di Marketing in questo modo.
Le Società Sportive si devono dotare di una struttura dirigenziale che lavori per rendere appetibile ed interessante agli imprenditori legare il proprio marchio alla Società stessa.

Massimo Montanari > Quali tipi di intervento ha intenzione di adottare il Comune?

Josefa Idem > Ci deve essere sicuramente un cambiamento di mentalità strutturale ed organizzativo: il Comune non può più essere la soluzione di tutti i problemi. Se lo sport non interessa a quella parte di imprenditoria che potrebbe anche avere passione e mezzi per sostenere lo sport, è perché evidentemente non è un prodotto vendibile, non attira la curiosità, non fornisce ritorni di immagine.
L'intervento del Comune quindi deve svilupparsi su tre piani:
sulla formazione dei dirigenti delle Società Sportive,
sulla costituzione di una struttura che unisca tutti gli enti che operano attorno allo sport (Assessorati allo Sport comunali e provinciale, Federazioni Sportive, Coni, Provveditorato agli studi ed Enti di Promozione Sportiva)
sulla ridefinizione di Società Sportiva; negli intenti, nel ruolo e nella struttura.

Massimo Montanari > Qual è la ricetta che propone per rendere concreto questo intervento?

Josefa Idem > In riferimento alla formazione dei Dirigenti sportivi, a mio avviso, è importante l'istituzione di corsi di formazione di grande spessore, (vedi l'attuale corso istituito dal CONI) sistematici e con progetti rivolti al pratico. Lo sport ha bisogno di Dirigenti che sappiano radicare la Società Sportiva sul territorio, che sappiano muoversi sul terreno del marketing e della promozione del prodotto sport.

Dal punto di vista del coordinamento delle forze che ruotano attorno allo sport, cerchiamo di portare avanti un'operazione che permetta di socializzare risorse, (economiche, intellettuali, formative e di fruizione) su progetti a livello provinciale affinché si possano progettare linee e idee comuni - penso a iniziative di fair play, alla veicolazione di messaggi positivi per i giovani praticanti, a idee di puro marketing, per creare progetti di grande respiro e non momenti parziali e settoriali portati a pochi intimi.

Quanto sopra esposto porta sicuramente allo sviluppo di società sportive diversamente definite, che non intendono soltanto e non sono soltanto intese come la fornitura di un servizio, ma Strutture che dovrebbero avere una "missione" quella di radicarsi sul territorio, di sviluppare cultura sportiva e diffondere orgoglio e senso di appartenenza. Una Società Sportiva quindi che non lavora solo sul risultato e sullo sport di alto livello, inteso come mezzo per emergere o come business, ma estrinseca la vera grande funzione dello sport, e cioè momento di aggregazione e di coinvolgimento sociale, momento di discussione sulla cultura sportiva e strumento per raggiungere un benessere fisico e mentale che è anche il primo passo di prevenzione sanitaria.

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