Josefa si allena Josefa Idem - albo fotografico
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Olimpiadi di Sydney 2000

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partenza Partenza fra le onde
Sei ore di ritardo. "E' stata una tensione grossissima, si va, non si va, questo è stato veramente uno... schifo!!" 60 Km all'ora di vento contro, condizioni in cui non ci si allena per paura di incorrere in infortuni. Ma le Olimpiadi dovevano essere finite allo spegnimento della Fiaccola Olimpica e quindi condizioni o no, la gara doveva essere fatta
   
in azione Josefa in azione
Forza. Determinazione. Classe
   
urlo L'urlo
Un urlo che esprime tutta la mia carriera, il percorso che mi ha portata, giorno dopo giorno, risultato dopo risultato, a raggiungere la consapevolezza di potere vincere l'Olimpiade
   
ho vinto ! Ho vinto!!!
Una giornata infernale. Una gara infernale. La gara del Secolo, dal punto di vista della tensione psicologica. Ho cercato di sopravvivere per i primi 250metri; onde sopra la coperta della barca che si frangevano sul bordo a cui era agganciato il copri pozzetto, acqua in faccia che toglieva il fiato, acqua sugli occhiali che oscurava la vista. Avevo però visto che la seconda parte di gara poteva essere più coperta, a causa di un argine che difendeva il percorso dal vento. Speravo in un finale più tecnico. Io attendevo di potermi distendere. Volevo restare lucida per potere esprimere la mia tecnica il più presto possibile e prima di tutte le altre per guadagnare quel vantaggio che mi permettesse di essere in zona medaglia. Ho fatto il miglior tempo nei secondi 250 metri. Questo mi ha permesso di vincere
   
Josefa e Guglielmo Josefa e Guglielmo
Alla fine della gara, così tensiva, avvincente e terribile per le condizioni, quando ho realizzato che avevo vinto, ho cominciato a pensare che avrebbero potuto invalidare il tutto. Ma non era così, assieme a Guglielmo ci siamo poi lasciati trasportare dalla nostra gioia. A tutti e due, è passata davanti agli occhi, come un flash, tutto la nostra storia sportiva determinata dalla grande fiducia che abbiamo sempre avuto di potere fare grandi cose assieme.
Quello che proviamo assieme ora è indescrivibile
   
il mio sogno Ecco il mio sogno
Sono uno di quelli che bacia la medaglia Olimpica
   
la mia medaglia più bella La mia medaglia più bella
Di tutto il mio palmares, quello che rimarrà insostituibile, più prezioso e caro, senza ombra di dubbio è Janek. Dal 1994, ancora nella mia pancia, è stato con noi a tutte le grandi manifestazioni, oltre che a tutte le gare internazionali. Senza di lui non potrei andare via

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