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Partenza fra le onde
Sei ore di ritardo. "E' stata una tensione grossissima,
si va, non si va, questo è stato veramente uno...
schifo!!" 60 Km all'ora di vento contro, condizioni in
cui non ci si allena per paura di incorrere in infortuni. Ma
le Olimpiadi dovevano essere finite allo spegnimento della Fiaccola
Olimpica e quindi condizioni o no, la gara doveva essere fatta |
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Josefa in azione
Forza. Determinazione. Classe |
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L'urlo
Un urlo che esprime tutta la mia carriera, il percorso che mi
ha portata, giorno dopo giorno, risultato dopo risultato, a
raggiungere la consapevolezza di potere vincere l'Olimpiade |
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Ho vinto!!!
Una giornata infernale. Una gara infernale. La gara del Secolo,
dal punto di vista della tensione psicologica. Ho cercato di
sopravvivere per i primi 250metri; onde sopra la coperta della
barca che si frangevano sul bordo a cui era agganciato il copri
pozzetto, acqua in faccia che toglieva il fiato, acqua sugli
occhiali che oscurava la vista. Avevo però visto che
la seconda parte di gara poteva essere più coperta, a
causa di un argine che difendeva il percorso dal vento. Speravo
in un finale più tecnico. Io attendevo di potermi distendere.
Volevo restare lucida per potere esprimere la mia tecnica il
più presto possibile e prima di tutte le altre per guadagnare
quel vantaggio che mi permettesse di essere in zona medaglia.
Ho fatto il miglior tempo nei secondi 250 metri. Questo mi ha
permesso di vincere |
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Josefa e Guglielmo
Alla fine della gara, così tensiva, avvincente e terribile
per le condizioni, quando ho realizzato che avevo vinto, ho
cominciato a pensare che avrebbero potuto invalidare il tutto.
Ma non era così, assieme a Guglielmo ci siamo poi lasciati
trasportare dalla nostra gioia. A tutti e due, è passata
davanti agli occhi, come un flash, tutto la nostra storia sportiva
determinata dalla grande fiducia che abbiamo sempre avuto di
potere fare grandi cose assieme.
Quello che proviamo assieme ora è indescrivibile |
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Ecco il mio sogno
Sono uno di quelli che bacia la medaglia Olimpica |
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La mia medaglia più bella
Di tutto il mio palmares, quello che rimarrà insostituibile,
più prezioso e caro, senza ombra di dubbio è Janek.
Dal 1994, ancora nella mia pancia, è stato con noi a
tutte le grandi manifestazioni, oltre che a tutte le gare internazionali.
Senza di lui non potrei andare via |